Mia musa, tra onde di sogni e stupore,
mi guidi lieve nel tuo sguardo profondo,
sfioro la follia nel tuo dolce calore,
prigioniero d'un pensiero senza fondo.
Ladra di cuori, muti il dolore in canto
la tua rima accende tutta la sfera,
sei vino che inebria l'’incanto,
presenza eterna che il cuore non dispera.
Talora luce quieta, carezza possente,
che scalda il cuore in tormento
tal altra visione viva e sempre silente
quadro che respira e muta in letizia il
lamento.
Mia libertà, mi alzi oltre il giorno logorato
il tuo silenzio si fa voce sonora,
in te cammino, dal peso liberato,
lieve e sicuro nella tua aurora.
Salvezza mia, beltà che ferisce e perdona,
porto nascosto del mio fuoco segreto,
poeta smarrito che il mondo abbandona,
ti inseguo eterna nel sogno lieto.